Manuale anti-bufale sulla salute

Una schermata della sezione sulle bufale da issalute.it

Merita una consultazione e una considerazione attente la sezione su “Falsi miti e bufale” del sito www.issalute.it, progetto innovativo dell’Istituto Superiore di Sanità che pubblica informazioni “aggiornate, indipendenti e certificate” su talune credenze di antica matrice o di diffusione più recente, magari alimentata dai social network.

Le informazioni sono suddivise in 15 sezioni, dall’alimentazione ai vaccini, dai farmaci agli screening, dall’infanzia a internet, corredate dalle spiegazioni scientifiche che ne evidenziano l’infondatezza.

Al momento dell’avvio, le notizie erano 150. Nel processo di pubblicazione intervengono un Comitato Redazionale (composto da ricercatori e tecnici dell’ISS), un Comitato Scientifico (costituito da Senior investigator appartenenti ai Dipartimenti e Centri dell’ISS, in collaborazione con un Team di Esperti), e anche un Comitato di valutazione delle notizie. Al progetto ha collaborato Sir Muir Gray, professore di Knowledge Management all’università di Oxford, Consulente del Ministero della Sanità inglese e presidente del servizio NHS Health and Social Care Digital.

Tutto ciò porta a un sito di facile consultazione e navigazione, con un linguaggio accessibile e una distribuzione dei contenuti funzionale. Che parte dalla “bufala”, la smentisce in poche righe e poi ne argomenta la spiegazione con le evidenze scientifiche e la documentazione a sostegno.

E così si comprende in due clic perché non è vero che “Mangiare cibi senza glutine è più salutare”, secondo la moda che si sta diffondendo negli Stati Uniti e si affaccia anche in Italia, dove sempre più prodotti espongono la caratteristica “gluten free”.  “In assenza di patologie che giustifichino l’eliminazione dalla dieta di cibi contenenti glutine, è consigliabile consumare tali cibi per non privarsi dei nutrienti in essi contenuti”, scrive l’ISS e ne elenca quattro motivi: 1) perché rimuovere i cereali contenenti glutine, come frumento, orzo e farro dalla propria dieta significa privarsi non solo delle principali fonti di carboidrati complessi, ma anche dei minerali, delle vitamine, delle proteine e delle fibre alimentari in essi contenuti; 2) utilizzare prodotti senza glutine (gluten-free) per chi non ha problemi di celiachia, porta con sé qualche inconveniente anche per la linea; 3) i prodotti senza glutine in commercio sono, infatti, più calorici del corrispondente alimento contenente glutine, perché addizionati di grassi. Inoltre, questi prodotti hanno un più alto indice glicemico, quindi portano ad un maggior aumento dello zucchero nel sangue dopo il loro consumo, e contemporaneamente hanno un minor effetto saziante; 4) infine, i cibi gluten-free hanno spesso un minore contenuto di fibre, sali minerali e vitamine.

Molto popolata la sezione sui vaccini, sui quali si scrive parecchio data la polemica corrente “no-vax”. Ma occorre approfondire alcune informazioni di stringente attualità e anche drammaticità. A chi afferma “Di morbillo non si muore!”, basterebbe rispondere con le poche righe di questo sito. E magari con quelle che correggono chi dice che “Internet, i Social Network e i miei amici sono le migliori fonti di informazione sulla salute”: “Il consiglio migliore su un problema di salute, su una terapia o su un intervento chirurgico, può darlo chi è esperto del settore, quindi il medico curante o un medico specialista”. Però anche un sito può essere d’aiuto: www.issalute.it.

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