Fake news in rete, primo “codice” dei big

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Mettere fine al fenomeno del “clickbait”, cioè il guadagno da introiti pubblicitari da parte di profili e siti che diffondono informazioni false; rendere più trasparente la pubblicità elettorale su Internet; eliminare bot e account falsi; facilitare l’accesso degli utenti a diverse fonti di informazione e aumentare la visibilità di news provenienti da fonti autorevoli; rendere più semplice la procedura di segnalazione di notizie false in Rete; dare la possibilità di accedere alle banche dati delle piattaforme a parte di ricercatori e accademici, in modo da dare vita a “una rete europea di fact checker”.

È la piattaforma di impegni che i “big” della Rete hanno preso nei confronti dell’Unione Europea per contrastare il fenomeno della disinformazione online. Una preoccupazione avvertita già da tempo dalla Commissione, che già lo scorso anno aveva istituito una commissione chiamata ad approfondire il fenomeno delle fake news e suggerire modalità per contrastarlo e che ora, a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, mostra preoccupazione per le refluenze del fenomeno sulla libera partecipazione democratica.

E così, dopo la conclusione del gruppo di esperti e i primi accordi presi a maggio, davanti una serie piattaforme social e di pubblicità, tra cui Google, Facebook e Mozilla (Twitter è ancora in forse), hanno presentato alla commissaria al Digitale Mariya Gabriel un codice di autoregolamentazione che va nella direzione auspicata dalla Commissione. Ma che presenta ancora dei limiti, come la natura volontaria delle raccomandazioni e l’assenza di sanzioni per eventuali infrazioni. Per questo la commissaria Gabriel annuncia una attenta vigilanza: “Noi siamo qui per seguire da vicino l’efficienza di questo codice e faremo una prima valutazione verso la fine dell’anno”. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre i pericoli della disinformazione durante la campagna delle Europee di maggio, per le quali il codice prevede specifiche misure. Difficile tuttavia, allo stato, immaginare un cambio di passo in così breve tempo. Ma già un primo ridimensionamento del fenomeno sarebbe un successo.

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